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Studio retrospettivo multicentrico sulla valutazione dell’efficacia di Rituximab nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla recidivante precedentemente trattati con farmaci ad elevata efficacia (RENEGADE)
SINOSSI E RISULTATI
Introduzione: la gestione della sclerosi multipla (SM) ad elevata attività prevede l’impiego di terapie modificanti la malattia (DMTs) ad alta efficacia come fingolimod (FTY), natalizumab (NTZ), cladribina (CLD) o alemtuzumab (ALM) allo scopo di ridurre la frequenza delle ricadute, l'accumulo di disabilità e il rischio di sviluppo di atrofia cerebrale [1]. Tuttavia, in alcuni pazienti si rende necessario sospendere i trattamenti ad elevata efficacia per motivi di sicurezza (es. rischio di leucoencefalopatia multifocale progressiva [PML]), gravidanza, scarsa tollerabilità, o inefficacia. In tali pazienti, le opzioni terapeutiche sono limitate. In particolare, la gestione di tali casi è ulteriormente complicata dall’elevato rischio di recidive e di comparsa di nuove lesioni o di lesioni captanti gadolinio (contrast-enhanced lesions; CELs) alla risonanza magnetica dopo la sospensione di tali terapie [2-9]. Negli ultimi 10 anni, numerosi studi hanno dimostrato l'efficacia degli anticorpi monoclonali anti-CD20 per il trattamento della SM. In particolare, è stato dimostrato che rituximab (RTX) è in grado di indurre una drastica riduzione dell'attività infiammatoria nei pazienti con SM recidivante (RMS) [10]. Tuttavia, ad oggi, gli attuali algoritmi di trattamento per la SM recidivante prevedono l’impiego di RTX solo come terapia di terza linea [11]. In particolare, in Italia, il rituximab è impiegato come trattamento off-label per i pazienti con quadri di malattia attiva. Per tali motivi, sono attualmente disponibili poche informazioni sull'efficacia e la sicurezza di RTX come strategia terapeutica in caso di interruzione di DMT ad elevata efficacia. Obiettivi: valutare l'efficacia e la sicurezza della terapia con RTX nei pazienti con RMS che hanno interrotto i trattamenti ad elevata efficacia (FTY, NTZ, ALM e CLD) per motivi di inefficacia o scarsa tollerabilità. Criteri di inclusione: età >18 anni; diagnosi di RMS secondo i criteri McDonald revisionati (2010) [12]; precedente trattamento con DMT ad elevata efficacia (NTZ; FTY, ALM e CLD) per almeno 6 mesi prima di iniziare RTX; almeno un ciclo di RTX al dosaggio di 2000 mg (1000 mg al giorno 1 e al giorno 14); almeno 6 mesi di follow-up dall’inizio del trattamento con RTX; disponibilità di dati clinici (ricadute e valutazioni EDSS) e MRI. Criteri di esclusione: diagnosi di SM primaria progressiva; diagnosi di neuromielite ottica; trattamento con RTX per altre condizioni mediche concomitanti; mancanza di dati di follow-up. Metodi: tale studio retrospettivo multicentrico includerà i dati prospetticamente raccolti nel Registro Italiano Sclerosi Multipla sull'efficacia e la sicurezza di RTX nei pazienti precedentemente trattati con DMT ad elevata efficacia. Per valutare la progressione della disabilità, le valutazioni EDSS saranno confrontate al pre-basale (entro 6 mesi della sospensione della terapia ad elevata efficacia), al basale (prima di iniziare RTX), a 6±3 mesi (T6), a 12±3 mesi (T12), a 18±3 mesi (T18) e a 24±3 mesi (T24) dall’inizio del trattamento con RTX. Sarà calcolato il confirmed EDSS progression (CEW), definito come un aumento ≥1 punto o ≥2 punti del punteggio EDSS rispetto al basale che è stato confermato a 12 e 24 mesi di trattamento con RTX [12]. Verrà inoltre valutato il progression index (PI) a 12 e 24 mesi dall’inizio del trattamento con RTX. Raccoglieremo inoltre i dati relativi al tasso di recidiva annualizzato (ARR) durante il periodo di trattamento con i farmaci di seconda linea, durante l'ultimo anno precedente l'inizio della terapia con RTX e a 12 e 24 mesi dopo l'inizio della terapia con RTX. Verrà inoltre valutata la presenza di CEL e l'eventuale aumento del numero di lesioni T2 cerebrali e/o spinali rispetto ai precedenti esami di risonanza magnetica. Ad ogni time-point, verrà infine calcolato il NEDA-3 definito dall’assenza di recidive, di progressione della disabilità e di nuove lesioni e/o CELs all’esame di risonanza magnetica. Tutti gli eventi avversi (AE) dall'inizio della terapia con RTX verranno registrati e classificati in base ai Common Terminology Criteria for Adverse Events (CTCAE) v4.0. Outcomes: (1) percentuale di pazienti liberi da recidive a T6, T12, T18 e T24; (2) ARR a T12 e a T24; (3) proporzione di pazienti liberi da progressione della disabilità a T6, T12, T18 e T24; (4) proporzione di pazienti liberi da nuove lesioni T2 e/o CEL all’esame di risonanza magnetica a T6, T12, T18 e T24; (5) proporzione di pazienti con NEDA a T12 e T24; (6) frequenza degli eventi avversi e loro grado.
Fondazione Italiana Sclerosi Multipla – FISM – Ente del Terzo Settore/ETS e, in forma abbreviata, FISM ETS. Iscrizione al RUNTS Rep. N° 89695 - Fondazione con Riconoscimento di Personalità Giuridica - C.F. 95051730109
Studio retrospettivo multicentrico sulla valutazione dell’efficacia di Rituximab nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla recidivante precedentemente trattati con farmaci ad elevata efficacia (RENEGADE)
Introduzione: la gestione della sclerosi multipla (SM) ad elevata attività prevede l’impiego di terapie modificanti la malattia (DMTs) ad alta efficacia come fingolimod (FTY), natalizumab (NTZ), cladribina (CLD) o alemtuzumab (ALM) allo scopo di ridurre la frequenza delle ricadute, l'accumulo di disabilità e il rischio di sviluppo di atrofia cerebrale [1]. Tuttavia, in alcuni pazienti si rende necessario sospendere i trattamenti ad elevata efficacia per motivi di sicurezza (es. rischio di leucoencefalopatia multifocale progressiva [PML]), gravidanza, scarsa tollerabilità, o inefficacia. In tali pazienti, le opzioni terapeutiche sono limitate. In particolare, la gestione di tali casi è ulteriormente complicata dall’elevato rischio di recidive e di comparsa di nuove lesioni o di lesioni captanti gadolinio (contrast-enhanced lesions; CELs) alla risonanza magnetica dopo la sospensione di tali terapie [2-9].
Negli ultimi 10 anni, numerosi studi hanno dimostrato l'efficacia degli anticorpi monoclonali anti-CD20 per il trattamento della SM. In particolare, è stato dimostrato che rituximab (RTX) è in grado di indurre una drastica riduzione dell'attività infiammatoria nei pazienti con SM recidivante (RMS) [10]. Tuttavia, ad oggi, gli attuali algoritmi di trattamento per la SM recidivante prevedono l’impiego di RTX solo come terapia di terza linea [11]. In particolare, in Italia, il rituximab è impiegato come trattamento off-label per i pazienti con quadri di malattia attiva.
Per tali motivi, sono attualmente disponibili poche informazioni sull'efficacia e la sicurezza di RTX come strategia terapeutica in caso di interruzione di DMT ad elevata efficacia.
Obiettivi: valutare l'efficacia e la sicurezza della terapia con RTX nei pazienti con RMS che hanno interrotto i trattamenti ad elevata efficacia (FTY, NTZ, ALM e CLD) per motivi di inefficacia o scarsa tollerabilità.
Criteri di inclusione: età >18 anni; diagnosi di RMS secondo i criteri McDonald revisionati (2010) [12]; precedente trattamento con DMT ad elevata efficacia (NTZ; FTY, ALM e CLD) per almeno 6 mesi prima di iniziare RTX; almeno un ciclo di RTX al dosaggio di 2000 mg (1000 mg al giorno 1 e al giorno 14); almeno 6 mesi di follow-up dall’inizio del trattamento con RTX; disponibilità di dati clinici (ricadute e valutazioni EDSS) e MRI.
Criteri di esclusione: diagnosi di SM primaria progressiva; diagnosi di neuromielite ottica; trattamento con RTX per altre condizioni mediche concomitanti; mancanza di dati di follow-up.
Metodi: tale studio retrospettivo multicentrico includerà i dati prospetticamente raccolti nel Registro Italiano Sclerosi Multipla sull'efficacia e la sicurezza di RTX nei pazienti precedentemente trattati con DMT ad elevata efficacia. Per valutare la progressione della disabilità, le valutazioni EDSS saranno confrontate al pre-basale (entro 6 mesi della sospensione della terapia ad elevata efficacia), al basale (prima di iniziare RTX), a 6±3 mesi (T6), a 12±3 mesi (T12), a 18±3 mesi (T18) e a 24±3 mesi (T24) dall’inizio del trattamento con RTX. Sarà calcolato il confirmed EDSS progression (CEW), definito come un aumento ≥1 punto o ≥2 punti del punteggio EDSS rispetto al basale che è stato confermato a 12 e 24 mesi di trattamento con RTX [12]. Verrà inoltre valutato il progression index (PI) a 12 e 24 mesi dall’inizio del trattamento con RTX. Raccoglieremo inoltre i dati relativi al tasso di recidiva annualizzato (ARR) durante il periodo di trattamento con i farmaci di seconda linea, durante l'ultimo anno precedente l'inizio della terapia con RTX e a 12 e 24 mesi dopo l'inizio della terapia con RTX.
Verrà inoltre valutata la presenza di CEL e l'eventuale aumento del numero di lesioni T2 cerebrali e/o spinali rispetto ai precedenti esami di risonanza magnetica. Ad ogni time-point, verrà infine calcolato il NEDA-3 definito dall’assenza di recidive, di progressione della disabilità e di nuove lesioni e/o CELs all’esame di risonanza magnetica. Tutti gli eventi avversi (AE) dall'inizio della terapia con RTX verranno registrati e classificati in base ai Common Terminology Criteria for Adverse Events (CTCAE) v4.0.
Outcomes: (1) percentuale di pazienti liberi da recidive a T6, T12, T18 e T24; (2) ARR a T12 e a T24; (3) proporzione di pazienti liberi da progressione della disabilità a T6, T12, T18 e T24; (4) proporzione di pazienti liberi da nuove lesioni T2 e/o CEL all’esame di risonanza magnetica a T6, T12, T18 e T24; (5) proporzione di pazienti con NEDA a T12 e T24; (6) frequenza degli eventi avversi e loro grado.
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