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  • TITOLO

    Impatto della revisione del 2017 dei criteri di McDonald sul tempo alla diagnosi e sulla disabilità a lungo termine nei pazienti con sclerosi multipla primariamente progressiva

  • SINOSSI E RISULTATI

    Il decorso clinico della sclerosi multipla (SM) recidivante si è progressivamente attenuato negli ultimi decenni. Studi longitudinali di coorte hanno dimostrato in modo coerente un ritardo temporale nel raggiungimento delle principali soglie di disabilità nei pazienti diagnosticati in epoche più recenti, suggerendo un miglioramento generale della prognosi a lungo termine. Sebbene questo andamento positivo sia il risultato di un’interazione complessa tra diversi fattori, il principale è certamente l’adozione sempre più diffusa delle terapie modificanti la malattia (DMTs).
    Un altro fattore chiave è la progressiva riduzione della latenza diagnostica in seguito all’introduzione dei criteri diagnostici di McDonald per la SM, insieme alle loro successive revisioni. Tali criteri hanno permesso di identificare più precocemente pazienti con forme cliniche iniziali o lievi, favorendo l’avvio tempestivo della terapia e contribuendo così a contenere sia la frequenza delle ricadute sia l’accumulo di disabilità permanente. A sostegno di ciò, un ampio studio multicentrico condotto su 785 pazienti con sindrome clinicamente isolata (CIS) ha evidenziato che la revisione del 2017 ha consentito una riduzione significativa del tempo mediano alla diagnosi di SM recidivante-remittente (3,2 mesi rispetto a 13,0 mesi con i criteri del 2010).
    Tuttavia, la validità diagnostica dei criteri del 2017 nella sclerosi multipla primariamente progressiva (PPMS) risulta ancora poco definita. A causa della sua peculiare presentazione clinica e della frequente presenza di fattori confondenti, la PPMS è stata oggetto di criteri diagnostici distinti sin dall’anno 2000. I primi criteri diagnostici per la sclerosi multipla primariamente progressiva (PPMS) richiedevano la dimostrazione della disseminazione nello spazio (DIS), evidenziata tramite risonanza magnetica (RM) o potenziali evocati visivi alterati, e della disseminazione nel tempo (DIT), stabilita mediante reperti di RM o un peggioramento disabilitante sostenuto per almeno un anno.
    La revisione del 2005 ha reso obbligatoria la determinazione, retrospettiva o prospettica, di un anno di progressione di malattia, introducendo inoltre la necessità di almeno uno dei seguenti criteri aggiuntivi: una RM cerebrale positiva, una RM midollare positiva oppure reperti positivi nel liquido cerebrospinale (CSF).
    La revisione del 2010 ha introdotto i criteri di neuroimmagine MAGNIMS per la DIS cerebrale, definita dalla presenza di una o più lesioni in T2 in almeno una delle aree tipicamente interessate dalla SM (periventricolare, juxtacorticale o infratentoriale).
    Nella più recente revisione dei criteri di McDonald del 2017, i criteri diagnostici per la PPMS sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto alla versione del 2010, fatta eccezione per l’eliminazione della distinzione tra lesioni sintomatiche e asintomatiche alla RM e per l’inclusione delle lesioni corticali nella valutazione.
    Più recentemente, la classificazione tradizionale della SM in fenotipi distinti è stata messa in discussione da un approccio concettuale che considera la malattia come un continuum di processi neuroinfiammatori e neurodegenerativi. Fin dalle fasi iniziali, sia la progressione indipendente da attività di ricaduta (PIRA), sia il peggioramento associato a ricadute (RAW) contribuiscono—sebbene in misura variabile—alla progressiva e irreversibile disabilità neurologica nei pazienti con SM.
    Ad oggi, tuttavia, mancano dati multicentrici e di real world che permettano di valutare se la revisione del 2017 abbia effettivamente ridotto la latenza diagnostica nella PPMS e se ciò si sia tradotto in un miglioramento degli esiti a lungo termine. Il nostro progetto si propone di colmare questo vuoto, analizzando i dati longitudinali provenienti dal Registro Italiano di Sclerosi Multipla (RISM). In particolare, intendiamo verificare se l’introduzione dei criteri del 2017 abbia determinato una riduzione misurabile dei tempi diagnostici nella PPMS, e confrontare il rischio di raggiungimento di specifiche soglie di disabilità tra coorti di pazienti diagnosticati in epoche differenti. I risultati di questo studio potranno contribuire a identificare i bisogni ancora insoddisfatti nella gestione diagnostica e terapeutica della PPMS, con potenziali ricadute sul miglioramento del percorso di cura per questa forma complessa di SM

  • Data inizio Data fine
    30/07/2025 31/05/2026
  • CENTRI PARTECIPANTI

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  • RISULTATI OTTENUTI

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  • PUBBLICAZIONI

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